Caro gatto nero, edizioni Albatros, autore il sottoscritto,per tutte le altre notizie richieste, che tu mi elenchi, ci dev'essere un modulo apposito presso l'Istituto regionale di igiene mentale dove vanno a finire tutti quelli che, in questo caso,come te appunto, intendono essere ligi alla legge.
In realtà basta chiamare il mio nome su google e viene fuori una carretta di notizie.
Il libro è acquistabile anche in molti siti, a cominciare da amazon e da quello proprio dell'Albatros.
Questa volta la lisciatina te la faccio in contropelo.
SALUTI A TUTTIIIIII
venerdì 24 febbraio 2012
"Chi se l'avrebbe creso!"
"Chi se l'avrebbe creso!"
""La RAI mi ha fatto un'intervista che è andata in onda ieri pomeriggio nel TG regionale.
Argomento, il mio libro: "CORREVA A SQUARCIAGOLA SOTTO UN SOLE TORRENZIALE"
Allora sto diventando famoso ?
CACCHIO !
""La RAI mi ha fatto un'intervista che è andata in onda ieri pomeriggio nel TG regionale.
Argomento, il mio libro: "CORREVA A SQUARCIAGOLA SOTTO UN SOLE TORRENZIALE"
Allora sto diventando famoso ?
CACCHIO !
alla facciaccia di gatto nero .- Ci credo, io l'ho provato
Torna in sofferenza, gatto nero! Spero di non avere più problemi del genere. Però...però...una lisciatina di pelo te la faccio lo stesso.
Agli altri amici dico : meno male ! Avrei sentito molto la vostra mancanza.
E intanto ripeto una riflessione che avevo invano tentato di postare>:
"LA VITA SENZA EMOZIONI - SIA LE BRUTTE CHE LE BELLE, PURCHE' INTENSE - NON MERITA DI ESSERE VISSUTA"
E' uno stato vegetativo, una minestra senza sale
Ci credo, io l'ho provato.
Agli altri amici dico : meno male ! Avrei sentito molto la vostra mancanza.
E intanto ripeto una riflessione che avevo invano tentato di postare>:
"LA VITA SENZA EMOZIONI - SIA LE BRUTTE CHE LE BELLE, PURCHE' INTENSE - NON MERITA DI ESSERE VISSUTA"
E' uno stato vegetativo, una minestra senza sale
Ci credo, io l'ho provato.
giovedì 23 febbraio 2012
mercoledì 8 febbraio 2012
Hic manebimus optime
Chicchina, ma che dici? Ho ignorato facebook per tornare qui dove ero certo di ritrovare buoni amici. Una cosa vorrei sapere: ha ripreso a mandarmi messaggi ANONIMO, una scrittura sconclusionata. Ma si può sapere chi c... sei ?
lunedì 6 febbraio 2012
una lisciatina contropelo al gatto nero
ciao gatto nero, capiti a proposito, non sono affatto superstizioso. Puoi restare nel mio blog,sono alla ricerca di nuovi amici e tu, a occhio e croce (leggo i tuoi scritti) mi sembri fatto al caso mio.
un caro saluto
un caro saluto
domenica 5 febbraio 2012
Guardate cosa ho trovato su Google !
A SANDRO
Pochi ma buoni. Gli amici che restano dopo il liceo, dopo le nottate in discoteca, dopo il cazzeggiamento dei vent’anni, dopo aver provato a fumare, dopo aver scorazzato nel traffico con la capote aperta con la musica a tutto volume.
Ci sono quelli che spariscono nella memoria, evanescenti ricordi di un ciclo ormai chiuso.
Ci sono quelli che vorresti cancellare, quelli che credevi amici ma che tali non erano.
Ci sono quelli che per un periodo hai abbandonato, ma siccome sono amici li hai ritrovati.
Ci sono quelli a cui non hai il coraggio di chiedere scusa, e resti con il rimorso.
Ci sono quelli che ci sono ancora, ci sono sempre, e ci saranno.
E poi ci sono quelli che incontri sulla strada frettolosa e confusa di una vita che potrebbe non finire mai, e che invece finirà proprio quando hai capito come vivere.
Io ne ho incontrato uno.
E’ un giovane napoletano, giornalista e scrittore. Nonostante sia così giovane, e fresco, ed energico, ha una saggezza e una lucidità che mi sorprendono. Sa leggere negli sguardi delle persone, nei gesti degli amanti, negli occhi dei vecchi. Sa ascoltare.
E’ giovane, ma sa ammettere i suoi limiti e le sue debolezze, e ammette con l’umiltà degli onesti che ama la compagnia, che non gli piace stare da solo. Non si arrende davanti al progresso che corre più di noi, alla paura della vita, alla stanchezza delle delusioni.
Gli hanno da poco cancellato un blog per lavori di “ristrutturazione”. E senza di lui la blogsfera mi sembrava triste, inerte.
Adesso ha un altro blog: www.iragazzidellasoffitta.blogspot.com
Io mio amico si chiama Sandro Fiorenzano. E quando me lo ricorda, stento sempre a credere che abbia già compiuto 80 anni>
Pochi ma buoni. Gli amici che restano dopo il liceo, dopo le nottate in discoteca, dopo il cazzeggiamento dei vent’anni, dopo aver provato a fumare, dopo aver scorazzato nel traffico con la capote aperta con la musica a tutto volume.
Ci sono quelli che spariscono nella memoria, evanescenti ricordi di un ciclo ormai chiuso.
Ci sono quelli che vorresti cancellare, quelli che credevi amici ma che tali non erano.
Ci sono quelli che per un periodo hai abbandonato, ma siccome sono amici li hai ritrovati.
Ci sono quelli a cui non hai il coraggio di chiedere scusa, e resti con il rimorso.
Ci sono quelli che ci sono ancora, ci sono sempre, e ci saranno.
E poi ci sono quelli che incontri sulla strada frettolosa e confusa di una vita che potrebbe non finire mai, e che invece finirà proprio quando hai capito come vivere.
Io ne ho incontrato uno.
E’ un giovane napoletano, giornalista e scrittore. Nonostante sia così giovane, e fresco, ed energico, ha una saggezza e una lucidità che mi sorprendono. Sa leggere negli sguardi delle persone, nei gesti degli amanti, negli occhi dei vecchi. Sa ascoltare.
E’ giovane, ma sa ammettere i suoi limiti e le sue debolezze, e ammette con l’umiltà degli onesti che ama la compagnia, che non gli piace stare da solo. Non si arrende davanti al progresso che corre più di noi, alla paura della vita, alla stanchezza delle delusioni.
Gli hanno da poco cancellato un blog per lavori di “ristrutturazione”. E senza di lui la blogsfera mi sembrava triste, inerte.
Adesso ha un altro blog: www.iragazzidellasoffitta.blogspot.com
Io mio amico si chiama Sandro Fiorenzano. E quando me lo ricorda, stento sempre a credere che abbia già compiuto 80 anni>
lunedì 30 gennaio 2012
Allora ho proprio ragione io !
Altro che vecchi e tristi
la felicità arriva con gli anni
Secondo uno studio americano con l’età si tende a rimuovere i ricordi dolorosi e a focalizzarsi solo sulle esperienze più belle e piacevoli. Si è inoltre più allenati a gestire le emozioni, a dare il giusto peso a ciò che ci accade
di IRMA D'ARIA
Lo leggo dopo
Altro che vecchi e tristi la felicità arriva con gli anni
Più vecchi, ma più felici. E’ questa la conclusione cui sono giunti i ricercatori dell’Association for Psychological Science secondo cui i capelli grigi non portano soltanto acciacchi e malattie, ma addirittura ci rendono più ottimisti e felici. Uno studio che fa crollare lo stereotipo dell’anziano solo e triste. Ma a cosa è dovuta la felicità della terza età? Lo studio, pubblicato sulla rivista Perspectives on Psychological Science, dimostra che molto dipende dai processi cognitivi e in particolare dal fatto che con l’età si tende a rimuovere i ricordi dolorosi e a focalizzarsi solo sulle esperienze più belle e piacevoli. Con l’età, poi, si è più allenati a gestire le emozioni, a dare il giusto peso a ciò che ci accade e, dunque, a sorridere alla vita.
“Ci sono tante teorie sulla felicità in relazione all’età” ha spiegato il ricercatore Derek M. Isaacowitz della Northeastern University “ma è difficile comprendere fino in fondo perché quando si è più avanti con gli anni si diventa più felici. Per questo bisogna continuare ad indagare”.
I ricordi piacevoli I ricercatori hanno trovato che le persone anziane a cui sono state mostrate immagini di volti e situazioni tendono a concentrarsi e a ricordare quelle più felici rispetto a quelle negative. Altri studi hanno scoperto che con l'invecchiamento, le persone cercano le situazioni che possono migliorare il proprio stato d'animo evitando, invece, quelle nelle quali ci sono parenti o conoscenti che tendono a deprimerli. “Ciò che manca” dicono i ricercatori “è una prova diretta dei legami tra tali fenomeni e la felicità”.
La saggezza Molte ricerche hanno concluso anche che la saggezza dell’età porta ad abbandonare senza troppi rimpianti gli obiettivi non raggiunti per concentrarsi, invece, sul proprio benessere. “La terza età di oggi” conferma la professoressa Chiara Simonelli, psicosessuologa dell’Università di Roma La Sapienza “non è più quella di una volta. Si invecchia mantenendosi in forma, si ha una vita attiva anche quando si va in pensione, si vive più a lungo e ci si prende cura di sè stessi”. Inoltre, si abbandonano le ansie tipiche della vita produttiva quando si è costretti a correre dietro agli impegni professionali e privati e non si ha mai tempo libero per godersi la vita. "Ovviamente, una buona salute e un buon livello economico sono molto importanti per potere avere un'anzianità felice" aggiunge l’esperta.
La sessualità Da un recente sondaggio della Gerontological Society of America è emerso che fare l’amore, anche per gli anziani, è molto importante per la loro felicità. Il 60 per cento degli intervistati che ha dichiarato di fare l’amore più volte nell’arco dei 12 mesi, si è detto molto felice della propria vita. “Riscoprire l’intimità e la passione anche se non si hanno più 20 anni è una cosa bellissima e accade sempre più di frequente” spiega la professoressa Simonelli. “Anche se quando si invecchia si ha una generale decadenza fisica, si sente e si vede male e certo non si è belli come quando si era giovani” prosegue “la soddisfazione affettiva e sessuale può migliorare perchè ci si lascia andare con più consapevolezza”.
La predisposizione Una certa disponibilità economica, l’assenza di problemi seri di salute e di preoccupazioni familiari che possono creare ansie, sono tutti fattori che creano la base per la felicità in età avanzata. Ma potrebbe non bastare perché conta anche la predisposizione. “Ciascuno di noi ha la sua quota di felicità che dipende dalla personalità, ma anche dall’influenza ambientale e culturale nella quale siamo cresciuti. Ma non si tratta di qualcosa di immutabile che dobbiamo accettare come se fosse il colore degli occhi” ribadisce la Simonelli. “Si può lavorare su sé stessi e cercare la chiave della serenità a qualunque età”. Le differenze riguardano anche il sesso: “Le donne sono in genere più felici. In primo luogo, vivono più a lungo rispetto agli uomini e poi sono più socializzate, reagiscono meglio alle avversità della vita, mantengono rapporti più saldi con i figli e sanno come riempirsi la giornata ad ogni età”.
la Repubblica quotidiano digitale
la felicità arriva con gli anni
Secondo uno studio americano con l’età si tende a rimuovere i ricordi dolorosi e a focalizzarsi solo sulle esperienze più belle e piacevoli. Si è inoltre più allenati a gestire le emozioni, a dare il giusto peso a ciò che ci accade
di IRMA D'ARIA
Lo leggo dopo
Altro che vecchi e tristi la felicità arriva con gli anni
Più vecchi, ma più felici. E’ questa la conclusione cui sono giunti i ricercatori dell’Association for Psychological Science secondo cui i capelli grigi non portano soltanto acciacchi e malattie, ma addirittura ci rendono più ottimisti e felici. Uno studio che fa crollare lo stereotipo dell’anziano solo e triste. Ma a cosa è dovuta la felicità della terza età? Lo studio, pubblicato sulla rivista Perspectives on Psychological Science, dimostra che molto dipende dai processi cognitivi e in particolare dal fatto che con l’età si tende a rimuovere i ricordi dolorosi e a focalizzarsi solo sulle esperienze più belle e piacevoli. Con l’età, poi, si è più allenati a gestire le emozioni, a dare il giusto peso a ciò che ci accade e, dunque, a sorridere alla vita.
“Ci sono tante teorie sulla felicità in relazione all’età” ha spiegato il ricercatore Derek M. Isaacowitz della Northeastern University “ma è difficile comprendere fino in fondo perché quando si è più avanti con gli anni si diventa più felici. Per questo bisogna continuare ad indagare”.
I ricordi piacevoli I ricercatori hanno trovato che le persone anziane a cui sono state mostrate immagini di volti e situazioni tendono a concentrarsi e a ricordare quelle più felici rispetto a quelle negative. Altri studi hanno scoperto che con l'invecchiamento, le persone cercano le situazioni che possono migliorare il proprio stato d'animo evitando, invece, quelle nelle quali ci sono parenti o conoscenti che tendono a deprimerli. “Ciò che manca” dicono i ricercatori “è una prova diretta dei legami tra tali fenomeni e la felicità”.
La saggezza Molte ricerche hanno concluso anche che la saggezza dell’età porta ad abbandonare senza troppi rimpianti gli obiettivi non raggiunti per concentrarsi, invece, sul proprio benessere. “La terza età di oggi” conferma la professoressa Chiara Simonelli, psicosessuologa dell’Università di Roma La Sapienza “non è più quella di una volta. Si invecchia mantenendosi in forma, si ha una vita attiva anche quando si va in pensione, si vive più a lungo e ci si prende cura di sè stessi”. Inoltre, si abbandonano le ansie tipiche della vita produttiva quando si è costretti a correre dietro agli impegni professionali e privati e non si ha mai tempo libero per godersi la vita. "Ovviamente, una buona salute e un buon livello economico sono molto importanti per potere avere un'anzianità felice" aggiunge l’esperta.
La sessualità Da un recente sondaggio della Gerontological Society of America è emerso che fare l’amore, anche per gli anziani, è molto importante per la loro felicità. Il 60 per cento degli intervistati che ha dichiarato di fare l’amore più volte nell’arco dei 12 mesi, si è detto molto felice della propria vita. “Riscoprire l’intimità e la passione anche se non si hanno più 20 anni è una cosa bellissima e accade sempre più di frequente” spiega la professoressa Simonelli. “Anche se quando si invecchia si ha una generale decadenza fisica, si sente e si vede male e certo non si è belli come quando si era giovani” prosegue “la soddisfazione affettiva e sessuale può migliorare perchè ci si lascia andare con più consapevolezza”.
La predisposizione Una certa disponibilità economica, l’assenza di problemi seri di salute e di preoccupazioni familiari che possono creare ansie, sono tutti fattori che creano la base per la felicità in età avanzata. Ma potrebbe non bastare perché conta anche la predisposizione. “Ciascuno di noi ha la sua quota di felicità che dipende dalla personalità, ma anche dall’influenza ambientale e culturale nella quale siamo cresciuti. Ma non si tratta di qualcosa di immutabile che dobbiamo accettare come se fosse il colore degli occhi” ribadisce la Simonelli. “Si può lavorare su sé stessi e cercare la chiave della serenità a qualunque età”. Le differenze riguardano anche il sesso: “Le donne sono in genere più felici. In primo luogo, vivono più a lungo rispetto agli uomini e poi sono più socializzate, reagiscono meglio alle avversità della vita, mantengono rapporti più saldi con i figli e sanno come riempirsi la giornata ad ogni età”.
la Repubblica quotidiano digitale
sabato 28 gennaio 2012
un abbraccio agli amici e a Lara
Ciao Lara, felice di averti amica. Non scrivo spesso ma mi faccio e mi farò vivo ...."finché m... non ci separi!" Spero di poter dire sempre cose gradite. E chiedo agli amici: ditemi anche voi cose belle! Vi voglio sereni, non tristi. Saperlo fa bene anche a me.
A presto.
A presto.
giovedì 19 gennaio 2012
sette vite? Forse di più !
un saluto affettuosissimo a tutti. Sto recuperando molto in salute, faccio ginnastica, attrezzi e spero così di tenermi lontano dal "traguardo". I miei due bellissimi nipotini e l'ovvia, eterna, bella musica,accrescono la mia gioia di vivere.
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